Diciamolo subito: Humanev è la phygitalizzazione dei miei percorsi
Prima di entrare nel dettaglio, una cosa va detta chiaramente, perché è il cuore dell'intero progetto. L'hub Humanev e tutti i percorsi che ne fanno parte non sono un nuovo prodotto, non sono un corso online in più tra i tanti. Sono, in sostanza, la digitalizzazione, anzi la phygitalizzazione, dei percorsi che da oltre vent'anni erogo come psicoterapeuta, coach e consulente di sviluppo nelle organizzazioni.
Phygital, perché physical + digital. La piattaforma regge la parte di pratica quotidiana, di esercizi, di diario che torna, di contenuti che approfondiscono. Le persone reali, il gruppo reale, le sessioni in presenza fisica o in presenza viva via video, restano il punto in cui qualcosa si sblocca davvero. I percorsi prevedono più modalità di compartecipazione e co-costruzione, pensate per adattarsi al punto in cui ciascuno si trova, e a quanto ciascuno vuole mettersi in gioco.
Due binari, un solo racconto
Questo articolo si può attraversare in due modi. Lo puoi leggere per intero, come un paper scientifico esteso, dove ogni sezione approfondisce un pezzo del progetto Humanev. Oppure puoi scorrere solo le immagini: sono le 33 storie in evidenza sul mio profilo Instagram @davideetzi, ricomposte qui come capitoli di un unico racconto.
I due binari corrono paralleli. Chi ha poco tempo guarda la sequenza visiva. Chi vuole andare a fondo legge il testo. Chi se lo può permettere attraversa entrambi.
La mappa delle 33 storie
Da sinistra a destra, dall'alto in basso. Ogni quadrato è una sbirciata.Queste 33 storie non sono una ricostruzione a posteriori. Sono le storie in evidenza sul mio profilo Instagram, nello stesso ordine e con lo stesso testo originale. Puoi attraversarle anche da lì, come una sequenza live.
@davideetziQualche giorno fa, nelle storie, vi ho dato una prima sbirciata all'ecosistema di piattaforme e percorsi che stiamo costruendo con Humanev. Qualcosa di nuovo, di grande, e ancora in divenire. In molti mi avete scritto. Ho capito che era arrivato il momento di parlarne con la calma, e lo spazio, che merita.
Quindi eccomi qui. Con un articolo lungo, denso, volutamente non da slide. Perché certe cose si raccontano meglio per intero, e perché dietro a Humanev c'è un lavoro di mesi, una rete di persone, un'idea di scienza applicata e una missione che sento come profondamente personale.
Il bisogno che ha generato tutto
Questa cosa nasce da un'esigenza concreta, maturata nell'ultimo anno e mezzo, forse due. Le liste di attesa per la terapia individuale e il coaching sono cresciute al punto che non riuscivo più a rispondere a tutte le richieste che arrivavano. Persone che chiedevano, aspettavano, e spesso tornavano. Manager in fase di transizione, professionisti travolti dalla fatica, genitori che non sapevano più come leggere se stessi prima dei propri figli. Davanti a questa domanda crescente mi sono trovato di fronte a una domanda scomoda, e chi mi conosce sa che non le evito: cosa faccio con tutto questo?
La risposta che ho maturato, lentamente e con metodo, sono i percorsi di gruppo. Strumenti strutturati, fondati sulla stessa base scientifica del lavoro individuale, capaci di raggiungere più persone contemporaneamente e di farlo in modo efficace. Perché il gruppo, quando è costruito bene, diventa un contesto con una sua potenza specifica: un contenitore relazionale, un laboratorio di comportamento, un moltiplicatore di consapevolezza che il lavoro individuale, da solo, non può replicare.
Per costruirlo nel modo giusto, però, avevo bisogno di supporto. Quello vero, quello solido. Non ornamentale, non di marketing. Tecnico, scientifico, pesante. E qui entra in scena una cosa che voglio raccontarvi con cura.
Giuseppe Cuccu, un'eminenza grigia
La persona dietro l'architettura tecnica
A sviluppare la piattaforma e i programmi Humanev mi hanno supportato le preziosissime consulenze del mitico Giuseppe Cuccu. Giuseppe è un po' un'eminenza grigia che non vuole comparire sui social, ma lo troverete su tutti i touch point accademici e di ricerca più importanti al mondo.
Apro una parentesi, perché ci abbiamo messo tempo a trovare questo tipo di supporto, e quando è arrivato ho capito si trattava della persona giusta. Non ringrazierò mai abbastanza Mattia Porru per avermelo presentato.
Giuseppe non è qualcuno che si occupa di intelligenza artificiale. Giuseppe è qualcuno che l'intelligenza artificiale l'ha costruita.
Ha fatto ricerca all'IDSIA di Lugano, un laboratorio che ha contribuito buona parte di ciò che oggi tutti chiamiamo AI, sotto la direzione di uno dei padri fondatori di questa disciplina. Dottorato in machine learning all'Università di Friburgo, docenza universitaria, due Best Paper Award in venue internazionali di primo livello. Ha creato framework di ML adottati sia in ricerca che in industria.
Ha consegnato sistemi reali con impatto misurabile: da risparmi nell'ordine dei milioni di dollari annui per General Electric, a sistemi di trading che battono l'S&P500.
Oggi guida la consulenza in Exin.ai, società di Machine Learning ed AI, lavorando con alcune tra le realtà più esigenti in finanza e industria.
È la forma più concreta di expertise: non solo sa come funziona, sa come farlo funzionare davvero. Giuseppe è una garanzia che ciò che costruiamo regge, tecnicamente e concettualmente. L'obiettivo è grande, e ho cercato a lungo qualcuno all'altezza.
Cos'è Humanev, in una riga e poi in dieci
Humanev è un ecosistema di programmi psicologici, psicoterapeutici e di coaching fondati sulla behavioral science. Otto percorsi integrati, pensati per intrecciarsi senza obbligarsi a vicenda, costruiti sul confine, per me virtuoso e fertile, tra psicologia clinica, neuroscienze, economia comportamentale e ricerca sociale. Ogni percorso nasce da un bisogno reale, osservato e ascoltato in anni di sedute, assessment aziendali, consulenze ai leader, conversazioni con chi prova a non perdersi.
Quello che unisce i percorsi non è un tema, è un metodo. Non si tratta di vendere contenuti, si tratta di costruire contesti in cui le persone possano esercitare consapevolezza, cambiare comportamento, ridisegnare la propria identità professionale e personale. La differenza è tutta lì: contenuti si consumano, contesti si attraversano.
Perché lo sto facendo, per davvero
Mi viene chiesto spesso, e ogni volta la risposta è la stessa, perché è la più onesta che ho. Da behavioral scientist, psicologo e psicoterapeuta, e negli ultimi vent'anni consulente per lo sviluppo delle persone nelle aziende, ho visto una cosa con una chiarezza crescente: il disagio contemporaneo non è prevalentemente clinico. È un disagio di senso, di direzione, di identità in un sistema che cambia troppo velocemente perché le persone riescano a starci dentro senza farsi male.
Per me questa è una missione importante. Non un progetto editoriale, non un funnel, non una diversificazione di business. È una missione, nel senso proprio del termine: una cosa per cui mi sento responsabile. Ci tengo al fatto che il progetto venga bene. Ci tengo ancora di più al fatto che dia valore sociale. Che gli strumenti che hanno prodotto risultati, nel lavoro uno-a-uno con chi si è potuto permettere un percorso individuale, diventino accessibili anche a chi quel privilegio non ce l'ha mai avuto. Rendere democratico l'accesso a strumenti che funzionano non è uno slogan. È la riga dritta sotto a tutto il resto.
Il primo programma, Limen Reboot, sarà totalmente gratuito. Per scelta. Per aziende, scuole, istituzioni, singole persone. Perché la consapevolezza su quello che sta succedendo, nel mondo del lavoro e fuori, non può essere un privilegio di chi può pagarla. Ed è ora di restituire qualcosa al sistema che in questi anni ci ha formati, nutriti, sostenuti. Anche me.
Limen Reboot, in dettaglio, perché è la porta
Se l'ecosistema Humanev ha una porta d'ingresso, è Limen Reboot. Il nome viene dalla parola latina limen, soglia. È quel punto preciso in cui il vecchio non funziona più e il nuovo non si vede ancora. Gli antropologi che hanno studiato i riti di passaggio lo chiamavano lo stadio liminale: uno spazio sospeso, fertile, disorientante. Victor Turner lo definiva un momento di communitas, quello in cui le gerarchie si rilassano e diventa possibile una riconfigurazione profonda. La behavioral science contemporanea ci dice esattamente la stessa cosa in un altro vocabolario: è il momento in cui le abitudini sono più plastiche, la soglia decisionale più bassa, la disponibilità al cambiamento statisticamente più alta.
Reboot è il gesto di spegnere il sistema che non funziona più e riavviarlo consapevolmente, con nuove istruzioni. È una riprogettazione esistenziale. Cosa significa riprogettarsi nell'era dell'intelligenza artificiale? Significa imparare a capire cosa sei tu, rispetto a ciò che una macchina può fare al posto tuo. Significa distinguere tra le competenze che ti rendono sostituibile e quelle che ti rendono umano, in senso pieno. Significa fare i conti con l'identità lavorativa, con il senso, con la domanda più scomoda di tutte: chi sono io, se quello che facevo può farlo anche un algoritmo?
Limen Reboot affronta tutto questo con rigore scientifico e cura clinica. Psicologia, neuroscienze, comportamento economico, prospettiva sistemica. Otto moduli, ventiquattro esercizi, tre ritorni del diario, tempo indefinito per attraversarlo. È gratuito. Per tutti: aziende, scuole, istituzioni, singole persone. Perché certi strumenti non possono essere un privilegio.
Gli otto percorsi dell'ecosistema
Ogni percorso ha la sua ragione di esistere, il suo tono, il suo pubblico. Tutti insieme compongono un ecosistema, cioè un sistema vivo di parti che si parlano. Chi parte da un percorso, se lo desidera, ne attraversa altri. Chi ha bisogno di un solo strumento, trova quello che gli serve senza doversi muovere dal posto.
Limen Reboot
Liminalità e riprogettazione esistenziale nell'era delle AIOtto moduli per capire dove ti trovi, cosa sta cambiando e cosa puoi fare adesso. Esercizi interattivi, strumenti concreti, risultati immediati. Gratuito per scelta.
Su cosa verte Soglia, identità, lavoro nell'era AI, riprogettazione esistenzialeCambi di Rotta
Psicologia del cambiamento applicata alla vita realePer chi sa che deve cambiare qualcosa ma resta fermo. Un percorso di gruppo che lavora sulle resistenze, le convinzioni e la meccanica reale del cambiamento, attraverso strumenti che vengono dalla ricerca clinica, dalla psicologia e dalle scienze comportamentali.
Su cosa verte Resistenze, convinzioni, meccanica del cambiamento, tentate soluzioniEvolvi
Riprogettazione strategica e capacità di esecuzionePer chi ha bisogno di passare dal pensare al fare. 12 settimane per costruire un nuovo posizionamento, sviluppare le capacità di esecuzione e smettere di rimandare le decisioni che contano.
Su cosa verte Posizionamento professionale, esecuzione, decisioni, disciplina strategicaDal rumore a te
Identità, autenticità e posizionamento nel rumore digitalePer chi sente di aver perso il contatto con la propria voce in mezzo al rumore. Un percorso più clinico che lavora sulla costruzione di un'identità professionale e personale autentica, riconoscibile, impossibile da confondere.
Su cosa verte Voce, autenticità, visibilità non narcisistica, riconoscibilità sinceraMaestria Osmotica
Competenze di leadership adattivaPer chi lavora con le persone e vuole farlo a un livello superiore. Un percorso sulle competenze che si assorbono per osmosi nelle relazioni profonde: ascolto, influenza, gestione dei conflitti, leadership che funziona nei contesti reali.
Su cosa verte Ascolto, influenza, conflitto, leadership adattiva, presenzaModern Capitalism Fatigue
Comprendere e navigare la fatica del capitalismo contemporaneoPer chi sente il peso di un sistema che chiede sempre di più senza restituire senso. Un percorso che integra psicologia, economia comportamentale e analisi sociale per trasformare la fatica in consapevolezza e la consapevolezza in scelte concrete.
Su cosa verte Fatica sistemica, senso, sfruttamento interiorizzato, scelte concreteHDPA Assessment
Assessment del profilo di sviluppo umanoUno strumento di valutazione strutturato che fotografa dove sei adesso su dimensioni chiave del funzionamento psicologico e professionale. Il punto di partenza per qualsiasi percorso di crescita consapevole.
Su cosa verte Funzionamento psicologico, potenziale, lettura di sé, punto di partenzaGuarire dal Capitalismo
Risorse e riflessioni per un rapporto più sano con il sistema economicoUn programma di approfondimento che esplora le dinamiche psicologiche del capitalismo contemporaneo e offre strumenti per costruire un rapporto più equilibrato con il lavoro, il consumo e il valore personale.
Su cosa verte Lavoro, consumo, valore personale, equilibrio economico e psichicoCosa c'è sotto, a livello di metodo
Tutti i programmi di Humanev integrano approcci evidence-based. Psicologia clinica, per chiamare le cose con il nome giusto e distinguere la salute dalla sofferenza. Neuroscienze, per capire come il cervello impara, cambia, disimpara e ri-impara, a qualsiasi età. Economia comportamentale, per riconoscere i bias che ci fanno decidere peggio di quanto sappiamo di poter decidere. Ricerca sociale, per non isolare mai la persona dal contesto che la abita.
Gli approcci terapeutici che preferisco, e che costituiscono la spina dorsale clinica del progetto, sono due, e in quest'ordine. La psicoterapia sistemico-strategica, perché lavora sulle tentate soluzioni disfunzionali, quelle strategie che le persone mettono in campo per stare meglio e che, nel ripetersi, diventano il problema. Il coaching ontologico-trasformazionale, perché apre alla domanda radicale su chi siamo quando smettiamo di definirci solo per il ruolo. A questi si affiancano, nei programmi e nella pratica clinica individuale, EMDR per il lavoro sul trauma, CBT per i protocolli sui disturbi d'ansia, e quando serve, un'alleanza con la neuropsichiatria.
È importante dire una cosa, con chiarezza. Questi programmi non sostituiscono un percorso di psicoterapia, una consulenza professionale o un trattamento medico. Hanno finalità educativa, divulgativa, di crescita personale e psicologica. Se stai attraversando un momento di difficoltà significativa, rivolgiti a un professionista della salute mentale certificato, iscritto a un albo, con titoli accademici e con competenza solida. La psicoterapia individuale resta un percorso di valore incommensurabile, e continua a essere il cuore del mio lavoro clinico dentro Humanev.
Il valore sociale, detto senza retorica
Per me questo progetto ha un senso che va oltre il professionale. Sono cresciuto con l'idea che una competenza tecnica, quando matura, diventi un debito verso il contesto che te l'ha permessa. Non un patrimonio da monetizzare, un debito da restituire. Humanev è una forma di restituzione. Per questo Limen Reboot è gratuito. Per questo gli altri percorsi, pur strutturati e a pagamento, sono costruiti per essere significativamente più accessibili del lavoro individuale equivalente. Per questo la piattaforma tecnologica esiste: per amplificare, senza snaturarla, una pratica clinica e consulenziale che altrimenti resterebbe confinata a chi se la può permettere.
Ci tengo al fatto che il progetto venga bene. Ci tengo ancora di più al fatto che dia valore sociale. E ci tengo, in modo quasi testardo, a non abbassare mai l'asticella del rigore scientifico per rendere i contenuti più appetibili. La consapevolezza non si semplifica, si traduce. Sono due cose diverse.
Come nasce un percorso, dentro Humanev
Vale la pena raccontare, una volta per tutte, come questi programmi prendono forma. Nessuno nasce al tavolo di un ufficio marketing. Ognuno nasce da un nodo reale incontrato in sessione, in consulenza, in un'aziendale. Cambi di Rotta è nato dall'osservazione di quante persone arrivavano in terapia dicendo «so cosa devo cambiare, ma non ci riesco». Modern Capitalism Fatigue è nato dall'ascolto di una generazione di professionisti che non chiedeva di lavorare meno, chiedeva che il loro lavoro avesse senso. Dal rumore a Te è nato dal moltiplicarsi di richieste di persone competenti che si sentivano invisibili, o peggio, intercambiabili. Maestria Osmotica è nato dai leader che non volevano tecniche, volevano spessore.
Dopo il nodo viene il metodo. Ricerca bibliografica sistematica, identificazione dei costrutti scientifici più solidi, progettazione degli esercizi interattivi, verifica clinica dei protocolli, iterazione. Poi la piattaforma, costruita con l'apporto tecnico di Giuseppe e del suo team, e pensata perché i contenuti abbiano l'effetto di un contesto, non di un manuale. Poi i pilota, con persone reali, feedback reali, aggiustamenti reali. È così che si costruisce un programma che regge. Non in tre settimane di brief. In mesi di ascolto, progettazione, prove, correzioni.
Dove succede davvero il cambiamento
Una piattaforma, da sola, non basta. L'ho scritto all'inizio e lo ripeto qui, perché è un punto che non voglio sia frainteso. Il cambiamento succede sulla soglia tra due luoghi: quello in cui pratichi da solo, con il tuo tempo e la tua lentezza, e quello in cui ti esponi agli altri. Nelle versioni dei percorsi con modulo gruppo o uno-a-uno, la piattaforma regge la parte di pratica quotidiana, mentre le sessioni in presenza fisica, o in presenza viva via video, restano il punto in cui qualcosa si sblocca davvero. Perché il sistema nervoso umano, quello vero, si regola ancora guardando un altro sistema nervoso negli occhi. Nessuna tecnologia ha ancora sostituito quel passaggio, e quando tocca temi profondi, probabilmente non dovrebbe. È per questo che Humanev è phygital e non solo digital: perché la phygitalizzazione rispetta la natura clinica del lavoro, non la dilata oltre quello che può reggere.
A chi si rivolgono questi percorsi
A chi si trova a una soglia, con o senza nome. A chi ha il sospetto che il modo in cui sta facendo le cose non reggerà a quello che sta arrivando. Al manager che intuisce che leadership non è più quella che gli hanno insegnato. Al professionista che ha costruito una carriera su competenze che, oggi, possono essere automatizzate più di quanto si dica in pubblico. Al genitore che vuole essere una figura autorevole senza replicare gli schemi della generazione precedente. A chi fa terapia e vuole un lavoro di gruppo che la completi. A chi non è mai stato in terapia e ne sente, lontanamente, il richiamo.
Anche alle aziende. I percorsi Humanev sono già adottati, nelle loro versioni corporate, da realtà che vogliono fare più che formazione: vogliono riprogettare il rapporto tra le proprie persone e il lavoro. Per scuole, istituzioni e Terzo settore, Limen Reboot è gratuito e disponibile.
Perché Limen è urgente, e perché gli altri resteranno
Limen Reboot è urgente. Parla di adesso, della fase liminale che stiamo vivendo tutti, della riprogettazione. Ma ha una data di scadenza: nel giro di un anno, un anno e mezzo, avrà fatto il suo. Il tempo lo supera, e va bene così. Alcune cose vanno dette ora, pubblicate ora, attraversate ora. Poi diventano storia.
Gli altri programmi sono diversi. Restano, si evolvono, si rinnovano continuamente. Grazie al mashup tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, saranno sempre allineati a quello che le persone chiedono davvero. La clinica guida, l'AI aggiorna, il gruppo li mantiene vivi. È questo il pezzo tecnologico invisibile che Giuseppe Cuccu e il suo team stanno costruendo con me, ed è quello che rende Humanev un'infrastruttura e non un catalogo.
Urgente. Parla di adesso.
Una finestra che si apre su un momento storico preciso. Attraversarla ha senso ora.
Restano, si evolvono, si rinnovano.
Il mashup tra intelligenza umana e intelligenza artificiale li tiene allineati a quello che le persone chiedono davvero, anno dopo anno.
Partiremo con piccoli gruppi da 8
Lancio prima dell'estate con un pilot gratuito e su invito, per iniziare e raccogliere feedback. Piccoli gruppi, persone che conosco o che mi vengono segnalate. Lavoreremo insieme, raccoglieremo feedback, e da lì costruiremo. Sono programmi di sviluppo ed empowerment che integrano apprendimento umano e machine learning. Roba seria, pensata con cura. E no, non sto cambiando lavoro. Sto integrando. Perché le richieste che mi arrivano da anni sono concrete, e questi programmi nascono esattamente da quelle. Sono la risposta che mancava.
Partiremo con piccoli gruppi da 8. Non sto ancora aprendo le candidature. Quando aprirò, lo dirò nello stesso momento in tutti i canali che seguo. Nessuna lista segreta, nessun first-come. Solo l'invito a restare vicini.
Presto svelerò il link per il pilota su invito
Per ora basta seguirmi nei luoghi in cui scrivo, ragiono e annuncio. Quando apriremo, lo saprai da qualsiasi canale tu mi segua.
Una nota, alla fine
Non so se Humanev sarà la cosa più grande che farò nella mia carriera. So che è la cosa più coerente. Con quello che penso da vent'anni. Con quello che vedo nei miei studi. Con quello che la scienza del comportamento ci dice ogni giorno sui limiti e sulla plasticità della natura umana. Con quello che sento, nelle settimane in cui l'inquietudine del mondo arriva anche nelle stanze in cui lavoro.
Ho scelto di costruirlo con persone che stimo, con il rigore tecnico di chi non ha mai barato con la scienza, con l'ambizione dichiarata di renderlo accessibile. Ho costruito l'infrastruttura che volevo da tre anni, quella che mancava, quella che, quando il cambiamento diventa caos, serve davvero: tra digitale e presenza fisica e viva. Se sarai tra chi l'attraverserà, grazie. Se lo racconterai a qualcun altro, ancora di più. Di certe soglie è meglio non restare soli quando le si attraversa. E di certe missioni, nessuno può farle davvero da solo.
Davide Etzi
Behavioral Scientist, Psicologo, Psicoterapeuta, Executive Coach, Fondatore Humanev®
(se vuoi scrivermi per un incontro, clicca su parliamone)
