La necessità urgente di cambiare la cultura del lavoro in Italia è evidente se guardiamo al potenziale del nostro Paese. Negli ultimi tempi stiamo vedendo una leggera crescita, ma questa è guidata principalmente da una situazione socio-economica critica anziché da una vera trasformazione. Non si tratta di indicatori utili e di reale crescita. Cresciamo perché eravamo indietro, sostanzialmente.
Capitalismo distorto e lavoro
Sul lavoro la situazione è davvero complessa. In generale i livelli di insoddisfazione sono altissimi, la motivazione scarsa e il coinvolgimento sempre più complicato.
Dal punto di vista del rischio psico-sociale la cultura del lavoro sta facendo acqua da tutte le parti. Non mi è difficile capire il perché: si chiama capitalismo, o per lo meno, la parte malata di questo.
Una parte malata che si sta ancorando a paradigmi superati che ostacolano la crescita autentica delle persone e dei sistemi a cui appartengono.
I problemi principali del lavoro in Italia
- Rigidità: il mercato del lavoro italiano è ancora troppo rigido, con barriere che limitano la mobilità dei lavoratori — e si tratta di una rigidità solo apparente, che complica la vita all'interno delle organizzazioni quando le relazioni e i sistemi non funzionano.
- Precarietà e retribuzioni non sufficienti: il lavoro precario è diffuso, con contratti che non offrono sicurezza né una capacità di visione a lungo termine sulla creazione di un futuro sereno.
- Scarsa formazione e cultura: non investiamo ancora adeguatamente nella formazione delle persone, limitando lo sviluppo delle loro competenze.
- Meritocrazia distorta: gli avanzamenti di carriera sono spesso basati su relazioni personali anziché sulla competenza reale, frenando la crescita dei talenti. Le nostre PMI mancano spesso di sistemi di gestione della performance obiettiva e comprensibile.
- Squilibrio nella gestione del tempo: le lunghe ore lavorative e il poco tempo libero influenzano negativamente la salute e il benessere delle Persone, ed alcune aziende attuano dei veri e propri sequestri di persona quotidiani.
Cambiare la cultura del lavoro
Cosa possiamo fare? Lavorare al contrasto e contenimento dei punti sopra. Aprire culturalmente, rispettare e rendere flessibile il mercato del lavoro, ascoltare davvero cosa stanno chiedendo i professionisti.
Diventa cruciale anche aumentare la consapevolezza sul funzionamento del capitalismo e contrastarne le distorsioni sia a livello individuale che sistemico. Il capitalismo nella sua forma più distorta e patologica è quel tipo di organizzazione economica che, se non opportunamente contenuta, rischia di schiacciare anche le vostre aziende più floride. È solo questione di tempo.
Non è un compito facile, ma è una necessità improrogabile per il futuro del lavoro di un Paese civile, quale l'Italia dovrebbe essere.
Davide Etzi
Behavioral Scientist, Psicologo, Psicoterapeuta, Executive Coach
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