La necessità urgente di cambiare la cultura del lavoro in Italia è evidente se guardiamo al potenziale del nostro Paese. Negli ultimi tempi stiamo vedendo una leggera crescita, ma questa è guidata principalmente da una situazione socio-economica critica anziché da una vera trasformazione. Non si tratta di indicatori utili e di reale crescita. Cresciamo perché eravamo indietro, sostanzialmente.

Capitalismo distorto e lavoro

Sul lavoro la situazione è davvero complessa. In generale i livelli di insoddisfazione sono altissimi, la motivazione scarsa e il coinvolgimento sempre più complicato.

Dal punto di vista del rischio psico-sociale la cultura del lavoro sta facendo acqua da tutte le parti. Non mi è difficile capire il perché: si chiama capitalismo, o per lo meno, la parte malata di questo.

Una parte malata che si sta ancorando a paradigmi superati che ostacolano la crescita autentica delle persone e dei sistemi a cui appartengono.

I problemi principali del lavoro in Italia

Cambiare la cultura del lavoro

Cosa possiamo fare? Lavorare al contrasto e contenimento dei punti sopra. Aprire culturalmente, rispettare e rendere flessibile il mercato del lavoro, ascoltare davvero cosa stanno chiedendo i professionisti.

Diventa cruciale anche aumentare la consapevolezza sul funzionamento del capitalismo e contrastarne le distorsioni sia a livello individuale che sistemico. Il capitalismo nella sua forma più distorta e patologica è quel tipo di organizzazione economica che, se non opportunamente contenuta, rischia di schiacciare anche le vostre aziende più floride. È solo questione di tempo.

Non è un compito facile, ma è una necessità improrogabile per il futuro del lavoro di un Paese civile, quale l'Italia dovrebbe essere.

Davide Etzi

Behavioral Scientist, Psicologo, Psicoterapeuta, Executive Coach

(clicca su parliamone e contattami per un incontro se vuoi approfondire)